Organizzazioni neofasciste giovanili

LE ORGANIZZAZIONI GIOVANI E STUDENTESCHE NEOFASCISTE PRESENTI A MILANO
di Saverio Ferrari
L’obiettivo principale del neofascismo in questi anni, davvero strategico, è stato quello di provare a radicarsi fra le nuove generazioni, cercando di invertire una tendenza storica che lo ha sempre visto dagli anni Sessanta ai margini dei movimenti giovanili. A questo scopo ha investito tutte le sue energie, delineando interventi che esaltassero il proprio profilo “antagonista”, creato centri di aggregazione per poter fare “comunità”, spesso nelle periferie metropolitane, utilizzato la musica per veicolare contenuti che raccontassero anche un’altra storia dell’Italia, a partire dal Ventennio mussoliniano. Contenuti soprattutto di odio verso lo straniero per affermare un’identità di “suolo e sangue”.
Le scuole e le università ne sono state investite. A Milano, dove questi tentativi sono stati contrastati più che in altre città, il panorama delle organizzazioni giovanili neofasciste, la cui attività si incentra prevalentemente attraverso volantinaggi e l’esposizione di striscioni nei pressi degli istituti scolastici, può essere riassunto in questo modo:

  • la realtà del Blocco Studentesco e di una formazione collaterale denominata “Barabitt” per quel che riguarda CasaPound;
  • la presenza di Lotta studentesca come espressione di Forza Nuova;
  • La Rete studentesca Milano, nata a seguito di una scissione di Forza Nuova (maggio 2020), come espressione de La Rete dei Patrioti;
    Maggior preoccupazione dovrebbe suscitare il piccolo arcipelago delle associazioni collaterali che si raccoglie attorno a Lealtà azione, organizzazione nata nell’ambito del circuito neonazista degli Hammerskin.
    Di rilievo in questo quadro le attività di Bran.co (Branca Comunitaria Solidarista onlus), che vuole aiutare le famiglie e i «meno fortunati» di sola origine italiana, dato che «le istituzioni preferiscono aiutare zingari e immigrati». Attraverso la campagna cooXazione, raccoglie generi alimentari di prima necessità. Branco dichiara di «tutelare la vita e sostenere la maternità», offrendo assistenza «alle madri che onorano e difendono il valore della vita dal suo concepimento». In buona sostanza si muove prevalentemente nel campo antiabortista, partecipando alle campagne contro la legge 194.
    La sua opera «a tutela della famiglia» è incentrata soprattutto nel contrasto alla famigerata «ideologia gender» e alla sua paventata introduzione nelle scuole.
    A tale scopo Bran.co ha stretto da tempo un’alleanza operativa con La caramella buona, che si occupa a sua volta del contrasto alla pedofilia.

I luoghi della Resistenza a Milano

In occasione del settantacinquesimo anniversario dalla Liberazione d’Italia dal Nazi-Fascismo, un anniversario diverso dal solito, il Memoriale della Shoah di Milano con ANPI Provinciale di Milano ha lanciato una rubrica digital dedicata alla riscoperta dei luoghi della Resistenza di Milano.

Qui sono presentati brevi video che raccontano luoghi e vicende della Resistenza a Milano

Progetto ANPI MI – LIBERA

Progetto: Ricordare-Resistere nello spirito della Costituzione

ANPI Provinciale Milano e Libera Milano hanno costituito un gruppo di lavoro che ha dato vita a un nuovo dinamico progetto, un percorso intitolato: “Ricordare-Resistere nello spirito della Costituzione”, per coniugare la Resistenza al nazifascismo alla lotta antimafia.
Un nesso profondo esiste tra le ragioni che mossero tanti italiani a rischiare la loro vita
per la libertà e l’onore della Patria contro il nazifascismo e quelle che ieri e oggi
ispirano il movimento antimafia. Una stessa idea di Stato democratico e insieme
un’idea di verità e di giustizia hanno infatti animato ieri la Resistenza contro la
sopraffazione totalitaria e animano oggi la lotta contro la criminalità mafiosa, che si
impone con violenza appropriandosi delle risorse comuni. Il nostro percorso ci
condurrà a raccontare i luoghi che testimoniano la passione politica dei cittadini di
Milano, medaglia d’oro della Resistenza, e quelli che ci parlano della loro generosa
lotta per la legalità e la cittadinanza attiva. Raccontare queste vicende permette di
ripensare la storia della Repubblica e di cogliere con uno sguardo critico le ragioni che
fino ad ora hanno impedito al nostro Paese di realizzare pienamente lo spirito della
Costituzione.
Obiettivi
• Ripensare alle vicende della Seconda Guerra Mondiale e alle ragioni della
Resistenza, che sono a fondamento della Costituzione;
• individuare l’intreccio di connivenze che, fin dalle origini, hanno mantenuto le
condizioni che hanno permesso la sopravvivenza del fenomeno mafioso nel
nostro Paese;
• far acquisire agli studenti un’informazione storicamente corretta sui luoghi e i
protagonisti dell’antifascismo e dell’antimafia nella città di Milano;
• far sperimentare la fecondità della “memoria viva”: essa scava sulle ragioni di
ciò che è successo, cogliendo in tante battaglie e sacrifici quei sogni, quel
desiderio di futuro che accompagnano la vita di tanti protagonisti. Il vero
significato di memoria viva sta proprio nell’alimentare, in questa direzione, il
nostro agire;
• formare cittadini consapevoli nello spirito della Costituzione; cittadini che
prendano coscienza della gravità del fenomeno mafioso, ma nello stesso tempo
acquisiscano gli strumenti per guardare con speranza a un riscatto collettivo,
cui contribuire da protagonisti;
• stimolare a praticare nel quotidiano il valore della corresponsabilità.

La risiera di San Sabba – Trieste

La Risiera di San Sabba – stabilimento per la lavorazione del riso edificato a partire dal 1898 – venne utilizzata dopo l’8 settembre 1943 dall’occupatore nazista come campo di prigionia, e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio.

I lager fascisti in Abruzzo

Furono 15 i campi fascisti di concentramento in Abruzzo su un totale di 48 nell’intera penisola e 63 “località di internamento libero, una sorta di domicilio coatto riservato a quei deportati che erano ritenuti meno pericolosi.
Un pagina di storia da riscoprire: l’internamento civile fascista ed il sistema concentrazionario italiano durante la Seconda guerra mondiale e, nello specifico, negli anni 1940-1943, l’Abruzzo regione prescelta dal regime fascista” perché, “collocata al centro dell’Italia e lontana dai luoghi di frontiera, difficile da raggiungere perché isolata dalle montagne e dal mare, poco politicizzata e priva di grandi centri urbani” .

Campo di Fossoli

Il sito storico del Campo di Fossoli è un eccezionale testimone di pietra che conserva le tracce delle vicende che hanno caratterizzato gli anni centrali del XX secolo.
A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre 1943 il sito è stato trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in campo di concentramento per ebrei e dal marzo 1944 diventa campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti e come campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia

I deportati di Cinisello B.

L’esperienza della deportazione, devastante per chi l’ha subita direttamente, è stata molto dolorosa anche per tutti i familiari, tanto da segnarne indelebilmente la vita. Si ripercorre l’attesa e l’angoscia delle famiglie e in particolare il lavoro di Peppino Valota, presidente dell’Aned e recentemente scomparso, che ha dedicato tutta la sua vita a ricercare le notizie riguardanti non solo il padre, ma anche quelle di tutti i deportati dell’area industriale sestese, tra cui tanti nostri concittadini.

La presentazione è indirizzata agli alunni della scuola primaria(classi 5*) e della scuola secondaria di I grado