Auschwitz-Birkenau, la Fabbrica dello Sterminio

Già da molti mesi ormai si sentiva a intervalli il rombo dei cannoni russi, quando, l’11 gennaio 1945, mi ammalai di scarlattina e fui nuovamente ricoverato in Ka-Be. […]
26 gennaio – Noi giacevamo in un mondo di morti e di larve. L’ultima traccia di civiltà era sparita intorno a noi e dentro di noi. L’opera di bestializzazione, intrapresa dai tedeschi trionfanti, era stata portata a compimento dai tedeschi disfatti. […]
27 gennaio – L’alba. Sul pavimento, l’infame tumulto di membra stecchite, la cosa Sómogy. […] I russi arrivarono mentre Charles ed io portavamo Sómogy poco lontano. Era molto leggero. Rovesciammo la barella sulla neve grigia.
Charles si tolse il berretto. A me dispiacque di non avere il berretto.
Primo Levi, Se questo è un uomo

Una scelta di vita

La testimonianza di Liliana Segre in un fumetto di Gianni Carino.

L’ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre, tenuta in una scuola in provincia di Arezzo nell’ottobre 2020, in forma di graphic novel. Non un esercizio della memoria rivolto al passato. Non solo un omaggio alle vittime. Non semplicemente la registrazione di un fatto storico, lontano nel tempo, estraneo alla vita. I testimoni ci consegnano un impegno umano e dunque civile: evitare che prevalga il dato dell’indifferenza. Il tema è proprio questo: la consapevolezza che la prima metà del Novecento non è uno dei molti volumi dell’enciclopedia della storia, ma il capitolo che subito precede l’oggi e che quindi caratterizza la convivenza civile del nostro tempo.

Cattive Compagnie

Neofascisti, istituzioni, politica. I casi eclatanti degli ultimi anni. Cinque interventi — ed una ricca introduzione — su incursioni, note e meno note ma comunque recentissime, dell’estrema destra verso le istituzioni e la politica italiana in generale.

Un libro denso e sintetico che parla dei rischi e delle minacce alla convivenza civile che le istituzioni democratiche non possono e non devono tollerare. Minacce che devono essere affrontate per quello che sono, con tempestività, senza eccessivi allarmismi, ma senza indugi.

Essere ANPI

Le pratiche, l’identità e l’agire dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Cosa è e cosa non è l’ANPI, i valori e le eredità che incarna, i ruoli e le relazioni. Un modo per fare il punto e ripercorrere i grandi cambiamenti che questa grande realtà sociale italiana ha attraversato dal 2006 — ovvero da quando non solo partigiani e partigiane possono esserne membri a pieno titolo — ad oggi.

E poi la storia dell’ANPI per come si è svolta insieme alla storia del nostro Paese, completata da brevi biografie dei presidenti, statuto e regolamento.

I campi del duce

Carlo Spartaco Capogreco -ed. Einaudi — Dal confino di polizia, alla deportazione coloniale, ai campi d’internamento allestiti con l’ingresso nella Seconda guerra mondiale, ai campi di concentramento veri e propri conseguenti all’occupazione della Jugoslavia: questo libro intende dare visibilità a un argomento per molti ancora sconosciuto attraverso una mappatura storico-geografica dei luoghi di segregazione e un inquadramento storico delle diverse forme di internamento praticate nell’Italia di Mussolini.

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

Filippo Focardi – ed. Laterza —-Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell’occupante.

Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d’ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall’Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l’8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell’antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l’‘oppressore tedesco e il traditore fascista’, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un’immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell’Asse, non senza l’interessato beneplacito e l’impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo.

25 Aprile al Capac -zona 8 Milano

La scuola professionale di via Amoretti è intitolata ad Antonio Greppi, primo Sindaco di Milano dopo la Liberazione. In occasione del 25 aprile programmiamo con alcune classi di portare un fiore alla lapide sita all’interno della scuola e un incontro con il Partigiano Giovanni Marzona: un  percorso di “libertà”.

La posa del fiore che avviene immediatamente dopo l’incontro fa nascere l’esigenza di rifare il murales che circonda la lapide. Il murales è frutto della collaborazione di:

  • Studenti, insegnanti, Dirigente e personale del Capac
  • Comitato Soci Coop, che dona ingredienti e il necessario per la cena
  • Associazioni del quartiere Quarto Oggiaro